pop art

CESARE TACCHI. Una retrospettiva

1965-Renato-e-poltrona

Nato a Roma nel 1940 Cesare Tacchi espose per la prima volta nel 1959 alla galleria Appia Antica in una mostra collettiva insieme a Mambor e Schifano. Aveva solo 19 anni. A differenza di Schifano, nei suoi quadri Tacchi, rifinisce, ritaglia, distilla la realtà seguendo l’esempio di Mondrian.

Qualche anno dopo conosce Plinio De Martiis ed entra a far parte della scuderia artistica della Galleria La Tartaruga. Qui sarà allestita nel 1965 la sua prima personale dove esporrà le cosiddette tele imbottite chiamate “tappezzerie”,  diventando  uno dei massimi esponente della Pop Art italiana insieme a Tano Festa, Mario Schifano, Franco Angeli, Giosetta Fioroni, Jannis Kounellis…  In questi anni Tacchi trasforma il quadro in vero e proprio arredo:  patchworks imbottiti  su cui  delinea figure a smalto nero, ritratti di amici, figure di attori, icone delle pubblicità o delle riviste.

Quadro per una coppia felice

Quadro per una coppia felice, 1965

Tra il 1966 e il 1967 la sua ricerca artistica prende una direzione nuova, crea i cosiddetti mobili impossibili: divani, sedie, poltrone tutti inutilizzabili. Da qui inizieranno diverse performance artistiche come Cancellazione d’artista, Sopra un Tavolo ed il Rito e nel 1970 realizzerà un lavoro fotografico per riappropriarsi della pittura come mezzo espressivo solo successivamente. Nel 1975 infatti esporrà due grandi dipinti alla Galleria La Tartaruga “ Sentite…Se dipingete chiudete gli occhi e cantate” e “Le braccia”.

A poco più di tre anni dalla sua scomparsa il Palazzo delle Esposizioni gli rende omaggio con un’inedita retrospettiva che attraverso più di 100 opere tra dipinti, sculture, documenti e le famose “tappezzerie” ne traccia il percorso artistico e personale. L’ultima sala della mostra è dedicata alle opere realizzate a partire dagli anni Ottanta da un solitario Uccel di Bosco del 1982 al trittico Spirito dell’Arte del 1990. Opere infuse di una vibrante ironia, molto diverse dal primo Tacchi.

 

Nunzia Castravelli

Rome Pop city 67-70

Il Macro di via Nizza celebra la POP art romana  della cosidetta Scuola di Piazza del Popolo con “Rome Pop city 67-70”  fino al 27 novembre.

Franco Angeli, Nanni Balestrini,  Baruchello, Tano Festa, Giosetta Fioroni, Kounellis, Francesco Lo Savio, Renato Mambor, Gino Marotta, Mimmo Rotella, Mario Schifano sono solo alcuni degli artisti in esposizione, le cui opere raccontano la rapida trasformazione artistica della scena romana.  I canoni commerciali della Pop art americana vennero superati  e diedero vita a nuove teorie artistiche dove memoria storica e cultura di massa si incontrarono in una città in rapida trasformazione tra monumenti millenari e nuove insegne luminose. Roma rappresentata da chi la visse, amò e contestò negli anni sessanta, anni intensi del boom economico e del grande cinema: all’epoca la capitale sfornava 270 film l’anno e attirava artisti ed intellettuali da tutto il mondo.

Giovani pittori squattrinati, registi famosi, scrittori ed intellettuali o semplici modaioli si incontravano al cafè Rosati a Piazza del Popolo, vi era fermento e partecipazione nelle tante gallerie della vicina via Margutta, dove non lontano abitarono Federico Fellini e Giulietta Masina,  Anna Magnani, lo scrittore Gianni Rodari e tantissimi pittori come De Chirico e Guttuso.

Prima di vedere la mostra consiglio questo interessante documentario SWINGING ROMA di Andrea Bettinetti, giusto per entrare nel mood.

 

NunCa

Dal 12 luglio al 27 novembre 2016
Roma, MACRO – Museo d’Arte Contemporanea Roma
Biglietti: intero non residenti 11 €, residenti 10 €; ridotto non residenti 9 €, residenti 8 €
Info: +39 060608
http://www.museomacro.org/