CINEMA

VIAGGIO NEL CINEMA ITALIANO

La storia del cinema italiano è costellata di grandissimi successi dove pellicole, registi e attori sono entrati nell’olimpo mondiale della cosidetta settima arte. Pensiamo ad esempio al periodo del suo massimo splendore sorto dalle ceneri della Seconda Guerra Mondiale con il Neorealismo.  Anni in  cui si affermano registi del calibro di Rossellini, De Sica, Visconti e De Santis, molti dei quali premiati con l’Oscar: Roma città aperta, Paisà, Ladri di biciclette, Sciuscià, Ossessione e Riso amaro. Oppure al cinema d’autore del grande Federico Fellini. Autore di film come La strada, Amarcord, La dolce vita o I Clowns e vincitore di ben 4 premi Oscar.

Grazie al MIAC, Museo Italiano Audiovisivo e Cinematografico di Cinecittà è possibile rivivere tutto  questo splendore attraverso un percorso super immersivo suddiviso in 12 ambienti. 1650 m2 di successi raccontati attraverso istallazioni, video, e materiale audio. Il viaggio inizia in un foyer, dove le insegne luminose delle sale cinematografiche storiche ci introducono al secondo ambiente separato da un sipario color argento che rappresenta lo schermo.

La prima sezione è L’emozione dell’Immaginario: Frammenti di vetri della macchina da presa e proiezioni di volti di spettatori a testimonianza che i film sono lo specchio attraverso cui scoprire le proprie emozioni.

Attraversata la sala si arriva ad un corridoio di circa 30 metri. Una parete interattiva che ben racconta la storia del nostro cinema, una timeline che porta a sei sale i cui allestimenti ed istallazioni digitali e luminose create dal collettivo NONE sono arte che racconta l’arte: attori e attrici, storia, lingua, potere, musica, paesaggio e maestri.

Per finire poi in un calendoscopio: una scatola di specchi che amplifica le nostre riflessioni e la  magia del magnifico percorso appena intrapreso.

http://www.museomiac.it

 

 

Nunzia Castravelli

 

 

 

Born Bone Born (Senkotsu, 2018)

Il senkotsu è il lavaggio delle ossa di un defunto che avviene dopo circa 4 anni. Si tratta di un rituale dell’Isola di Okinawa che si tramanda di generazione in generazione, un momento particolare in cui i familiari si riuniscono e commemorano la persona cara che non è più tra loro.  Su questo delicato rituale si basa Senkotsu,  film scelto nell’ambito della XXV edizione del Festival L’Isola del Cinema sezione ISOLA MONDO  dall’Ambasciata del Giappone in Italia, l’Istituto Giapponese di Cultura e l’Ente Nazionale del Turismo Giapponese.

La trama si svolge intorno ad una famiglia scombinata che si ritrova per commemorare e lavare le ossa della defunta madre: il vecchio padre Nobutsuna divenuto alcolizzato, sua figlia Yuko, single ma in avanzato stato di gravidanza, e il primogenito Tsuyoshi, irritabile con alle spalle un divorzio si rincontrano dopo 4 anni.  Intorno a loro gravitano personaggi comici e altrettanto strambi che riescono però a dare leggerezza alla trama e ad un argomento tanto delicato come la scomparsa di una persona cara ed il dolore che ne deriva.

Il film trasmesso in anteprima all’Isola del Cinema è stato molto apprezzato dal pubblico pur entrando  in un territorio delicato come l’eterno dualismo vita e morte. Grazie al lavaggio delle ossa si arriva ad un momento di riappacificazione della famiglia che osso dopo osso riesce a ricomporre l’armonia familiare e a supportarsi vicendevolmente soprattuto di fronte all’improvvisa nascita del figlio di Yuko.

https://www.isoladelcinema.com/

 

Nunzia Castravelli