Autore: cultartdict

La bisbetica domata di Scaramella

Siamo in Italia alla fine degli Anni Trenta, alla soglia di un radicale cambiamento del rapporto uomo-donna,   in una pensione un uomo di potere organizza una beffa ai danni di un ubriaco facendogli credere di essere un gran signore. Con la complicità di una compagnia di artisti di varietà viene messa in scena la commedia della lotta fra l’astuto Petruccio e la bisbetica Caterina. In un  gioco di equivoci e sotterfugi la farsa che la trama shakespeariana suggerisce, assume i toni del varietà misto a kabarett tedesco, in un clima in cui la finzione sembra toccare punte di verità profonda. Oltre che esilarante rappresentazione di una guerra tra i sessi, il testo si presenta così come un occasione di riflessione sull’esperienza teatrale vissuta come specchio amplificante della vita, luogo di esplorazione dei suoi interrogativi nascosti, e si rivela metafora del rapporto fra l’artista e il potere, della reciproca fascinazione, della difficoltà di mantenere viva e libera la propria voce.

Born Bone Born (Senkotsu, 2018)

Il senkotsu è il lavaggio delle ossa di un defunto che avviene dopo circa 4 anni. Si tratta di un rituale dell’Isola di Okinawa che si tramanda di generazione in generazione, un momento particolare in cui i familiari si riuniscono e commemorano la persona cara che non è più tra loro.  Su questo delicato rituale si basa Senkotsu,  film scelto nell’ambito della XXV edizione del Festival L’Isola del Cinema sezione ISOLA MONDO  dall’Ambasciata del Giappone in Italia, l’Istituto Giapponese di Cultura e l’Ente Nazionale del Turismo Giapponese.

La trama si svolge intorno ad una famiglia scombinata che si ritrova per commemorare e lavare le ossa della defunta madre: il vecchio padre Nobutsuna divenuto alcolizzato, sua figlia Yuko, single ma in avanzato stato di gravidanza, e il primogenito Tsuyoshi, irritabile con alle spalle un divorzio si rincontrano dopo 4 anni.  Intorno a loro gravitano personaggi comici e altrettanto strambi che riescono però a dare leggerezza alla trama e ad un argomento tanto delicato come la scomparsa di una persona cara ed il dolore che ne deriva.

Il film trasmesso in anteprima all’Isola del Cinema è stato molto apprezzato dal pubblico pur entrando  in un territorio delicato come l’eterno dualismo vita e morte. Grazie al lavaggio delle ossa si arriva ad un momento di riappacificazione della famiglia che osso dopo osso riesce a ricomporre l’armonia familiare e a supportarsi vicendevolmente soprattuto di fronte all’improvvisa nascita del figlio di Yuko.

https://www.isoladelcinema.com/

 

Nunzia Castravelli

 

 

AT HOME @MAXXI

Com’è cambiato il concetto di casa e dell’abitare la casa dal dopoguerra ad oggi? Come si è evoluto lo spazio domestico nel Novecento?

Attraverso i progetti architettonici dei grandi maestri italiani del nostro tempo e delle figure emergenti dell’architettura contemporanea internazionale, il Maxxi ci offre un’esibizione che da molteplici risposte alle domande sopra esposte.

Il percorso di At Home inizia con Villa Malaparte a picco sul mare di Capri, passando  per il rifugio sulle Dolomiti dei giovani Demogo. I Collegi universitari di Urbino di Giancarlo De Carlo e il progetto Sugar Hill di David Adjaye, ad Harlem. La Casa Baldi di Paolo Portoghesi a Roma e la casa ”spaziale” di Zaha Hadid in Russia. E ancora il Bosco Verticale di Stefano Boeri a Milano e la Moryama House di Tokyo.

Risultati immagini per moriyama house

 Una sequenza di stanze, dove l’allestimento prevede un accoppiamento di due diverse testimonianze architettoniche, come la “bellezza di impatto che non cerca la mimesi” de Casa Malaparte di Adalberto Libera (1938-40)  accomunata al nuovo bivacco fratelli Fanton di studio Demogo (2016 – in cantiere). Un confronto che oltre ad accomunare, rivela allo stesso tempo un radicale cambiamento culturale nel modo con cui i due edifici si relazionano al luogo in cui si ergono, come sottolineano gli stessi curatori: il primo “innestato” saldamente sulla roccia, il secondo “appoggiato con leggerezza”.

Dopo un passaggio nella Casa Moriyama di Sanaa (2002-05) caratterizzatata dalla frammentazione di una villa con giardino in più volumi realizzando unità abitative potenzialmente autonome, la mostra si conclude significativamente con il progetto del Corviale, edificio-città che chiude la fase moderna di ricerca sull’abitazione e si offre oggi alla sperimentazione di strategie di trasformazione dei grandi edifici di edilizia residenziale pubblica attraverso i progetti di riqualificazione di Laura Peretti e Guendalina Salimei.

Tutte le info qui

 

 

Nunzia Castravelli

 

PAOLO DI PAOLO, MONDO PERDUTO

Il mondo perduto di Paolo Di Paolo racconta attraverso 250 meravigliose immagini esposte al Maxxi, l’Italia del dopoguerra: personaggi del cinema, artisti, scrittori ma anche gente comune e bambini ritratti nella propria quotidianità. Fotografo di grande talento ed intuizione, Paolo Di Paolo ha saputo raccontare con delicatezza e obiettività il nostro paese che in quegli anni rinasceva dalle ceneri della Seconda Guerra Mondiale.

Nato nel 1925 a Larino, in Molise Paolo Di Paolo si trasferì a Roma per conseguire la maturità classica e dopo la guerra si iscrisse alla facoltà di Storia e filosofia dell’Università La Sapienza. Frequentò gli ambienti artistici romani e scelse la fotografia come mezzo di espressione artistica, inizando a collaborare nel 1954 con il settimanale Il Mondo, fondato e diretto da Mario Pannunzio. Diventò uno dei principali collaboratori, con il maggior numero di foto pubblicate, 573 immagini.

Risultati immagini per paolo di paolo

Dopo circa 50 anni di oblio, negli anni duemila, per puro caso la figlia Silvia ritrova in cantina un ricchissimo archivio fotografico..tra cui le foto esposte al Maxxi:  Pier Paolo Pasolini al Monte dei Cocci a Roma, Tennesse Williams in spiaggia con il cane, Anna Magnani con il figlio sulla spiaggia del Circeo, Kim Novak che stira in camera al Grand Hotel, Sofia Loren che scherza con Marcello Mastroianni negli studi di Cinecittà. E poi una famiglia per la prima volta di fronte al mare di Rimini e i volti affranti del popolo ai funerali di Palmiro Togliatti.

Insomma, un bellissimo itinerario fotografico tutto da percorrere.

Buon viaggio.

https://www.maxxi.art/di-paolo-paolo/

 

Nunzia Castravelli

 

 

CARROZZERIA ORFEO: LA TRILOGIA

Dopo le feste natalizie, il mese di Gennaio sembra non finire mai. Sempre più freddo e non proprio stimolante. Per fortuna che quest’anno a Roma ci ha pensato il Teatro Piccolo Eliseo ad accedere gli animi con Carrozzeria Orfeo in scena con un tris dei loro spettacoli per la sceneggiatura e regia di Gabriele Di Luca. Ad inaugurare il nuovo anno del Piccolo Eliseo: Cous Cous Klan, seguito da Animali da BarThanks For Vaselina.

Un teatro tragironico dove divertimento e dramma si fondono in un passaggio continuo fra realtà e assurdo, fra sogno e banale. Popolari e profondi, divertenti e cinici, crudi e grezzi ma allo stesso tempo poetici, i personaggi si muovono su quel fragile confine dove, all’improvviso, tutto può inevitabilmente risolversi o precipitare. Stupisce che l’uso continuo di parolacce non sporchi mai il testo, unico caso al mondo in cui la serie continua di vaffanculo non è mai sprecata ma rende giustizia all’intento “tragironico” della scrittura.

Come in Thanks for Vaselina che racconta la storia di esseri umani sconfitti e lasciati in un angolo dal mondo dopo essere stati sfruttati e poi tragicamente derisi.  Genitori disperati e figli senza futuro combattono nell’ unico istante concesso per la propria sopravvivenza, vittime e carnefici della lotta senza tempo per il potere e per l’amore. Di prossima uscita è il film prodotto da Casanova Multimedia e diretto da Gabriele Di Luca che aspettiamo con impazienza.

Da vedere uno a settimana, possibilmente nei primi giorni visto che il weekend è sold out.

Nunzia Castravelli

http://www.teatroeliseo.com/eventi/thanks-for-vaselina/

 

 

 

 

LA FAMIGLIA

La famiglia del Mulino Bianco non esiste, ma esiste quella di FORT APACHE, al Teatro India con la piéce di Valentina Esposito. La regista e drammaturga  ha portato in scena  la storia di una famiglia in cui l’unico mezzo di comunicazione è la violenza e dove antichi rancori sono impossibili da scardinare anche di fronte alla morte.

L’occasione per riunirsi è il matrimonio dell’ultima e unica figlia femmina.                       La cerimonia diventa pretesto per rimettere sul tavolo le incomprensioni tra padri e figli e  luogo dove consumare una vicenda d’amore e d’odio, sospesa tra passato e presente:

«Siamo troppo vicini, ma non vicini abbastanza» dice uno dei protagonisti.

Lo svolgimento della trama svela il vero significato del lavoro della regista che cerca di scandagliare attraverso i suoi personaggi l’animo di uomini che nei lunghi anni di reclusione hanno sofferto per gli affetti lontani, per i figli distanti, per gli amori perduti, e si trovano ora a tentare una ricostruzione emotiva di un rapporto difficile fatto di rivendicazioni e ribellioni, lasciando però un bagliore di speranza nel finale.

Risultati immagini per la famiglia teatro india

 Fort Apache è un progetto teatrale che coinvolge attori professionisti ed attori ex detenuti o detenuti in misura alternativa (semilibertà, affidamento ai servizi sociali, affidamento in centri di prevenzione alla tossicodipendenza, detenzione domiciliare, etc..), che hanno intrapreso un percorso di professionalizzazione e inserimento nel sistema dello spettacolo teatrale o cinematografico. Fra i quali,  Marcello Fonte – dopo Cannes, miglior interprete agli European Film Awards di Siviglia per Dogman di Matteo Garrone –  Alessandro BernardiniChristian CavorsoChiara CavalieriMatteo CateniViola CentiAlessandro ForcinelliGabriella IndolfiPiero PiccininGiancarlo PorcacchiaFabio RizzutoEdoardo Timmi e Cristina Vagnoli.

Tutti hanno contribuito egregiamente alla riuscita dello spettacolo, profondamente umano e per certi versi catartico.

http://www.teatrodiroma.net/doc/6199/famiglia

http://www.fortapachecinemateatro.com

 

QUESTI FANTASMI!

“Teatro significa vivere sul serio quello che gli altri nella vita recitano male”

scriveva così  Eduardo De Filippo, uno dei più grandi artisti ed intellettuali del Novecento, ed autore di numerose opere teatrali da lui stesso messe in scena ed interpretate. Come Questi Fantasmi! Una commedia in tre atti, scritta nel 1945, da cui è stato tratto il film omonimo con Vittorio Gassman e Sophia Loren. Un evergreen teatrale dove tragico e comico si fondano in perfetto equilibrio facendoci rivivere momenti di grande divertimento alternati a momenti di profonda riflessione sulla drammaticità della condizione umana. Come quella del protagonista Pasquale Lojacono che si illude di essere aiutato economicamente da un fantasma che in realtà è l’amante della moglie.

Al Teatro Argentina fino al 6 gennaio sarà possibile, grazie a La Compagnia di Teatro di Luca De Filippo, rivivere questa meravigliosa opera edoardiana.  Pasquale Lojacono, interpretato da un bravissimo Gianfelice Imparato, si trasferisce con la giovane moglie Maria in un appartamento all’ultimo piano di un palazzo seicentesco. Maria non sa che il marito ha ottenuto il fitto gratuito per cinque anni di quell’enorme casa (18 camere e 68 balconi) in cambio del compito di sfatare la leggenda sulla presenza di spiriti nella casa.
Pasquale seguendo le istruzioni del portiere, per dimostrare che non ci sono fantasmi dovrà mostrarsi ogni giorno, due volte al giorno, fuori tutti i 68 balconi, mostrando serenità e allegria.  Ascoltando però i racconti del portiere, della sorella di quest’ultimo e del “dirimpettaio” di casa, tal Professor Santanna, il nostro protagonista incomincia a credere all’esistenza degli spiriti…

La Compagnia di Teatro di Luca De Filippo, oggi diretta da Carolina Rosi, ha sicuramente ridato al pubblico uno spettacolo vivo, fedele al testo e alla tradizione edoardiana che esprime una certa napoletanità comica e tragica al tempo stesso, contando su un cast di altissimo livello: Nicola Di Pinto, Massimo De Matteo, Paola Fulciniti, Giovanni Allocca, Gianni Cannavacciuolo, Viola Forestiero, Federica Altamura, Andrea Cioffi oltre ai già citati Gianfelice Imparato e Carolina Rosi.

Info qui:

http://www.teatrodiroma.net/doc/5956/questi-fantasmi

 

Nunzia Castravelli